Di fronte alla polemica che intercorre tra il ministro Salvini e il sindaco Orlando, noi cittadine e cittadini impegnati in diversi ambiti del volontariato e dell’associazionismo, ci sentiamo obbligati a prendere la parola.

Riteniamo una conquista irrinunciabile la regola della non discriminazione dei diritti umani; se qualcuno si arrogasse l’arbitrio di stabilire a chi concederli, si aprirebbe un varco alle forze negatrici della convivenza democratica.

Palermo è una città con gravi disservizi, soffre per una diffusa povertà economica. E tuttavia Palermo ha una storia di civiltà aperta e libera alla quale i palermitani e le palermitane non possono rinunciare.

È a loro che ci appelliamo, al loro atavico senso di realtà per cui sanno leggere i fatti al di là delle apparenze, sanno trarre forza dalla loro identità multietnica, sanno discernere quali venti portano pioggia benefica e quali scirocco polveroso.

Niente per i palermitani può valere più delle libertà democratiche che sono tali perché sono per tutti, e nessuno potrà convincerli che esistono tutele altre da quelle garantite dalla Costituzione, poiché hanno ormai imparato «a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità», per dirla con una frase di Paolo Borsellino cara a noi tutti.

Nessuno ci invade, né siamo minacciati da migranti, né abbiamo le strade piene di prostitute di colore. È piuttosto vero che è necessario gestire con intelligenza il processo migratorio che ha dei costi che possono tuttavia essere bilanciati dai benefici connessi, attraverso politiche oculate e intelligenti.

Le scelte dell’attuale governo vanno nella direzione di chiusura rispetto all’emergenza umanitaria legata al fenomeno migratorio con la conseguenza di una drastica riduzione degli ingressi, esito ottenuto al prezzo amaro di oscurare il senso comune della solidarietà umana. Eppure Palermo, approdo di tanti immigrati, ha saputo creare convivenza virtuosa, è diventata attrattiva, ha messo in moto sinergie creative e può far vanto, come altre città aperte e umanamente ricche, di essere cresciuta non “malgrado” ma grazie alla presenza di tanti stranieri dai molti volti e dalle diverse lingue.

Palermitani e palermitane, basta con le parole d’odio che avvelenano la convivenza pacifica fino a spingere alla violenza! Documentiamoci, non fidiamoci degli slogan, delle semplificazioni, di chi ingigantisce le nostre paure per ergersi a salvatore. C’è nella nostra città un potenziale vitale di cooperazione che potrebbe attivare sinergie produttive all’insegna della legalità e del progresso. Concentriamo le nostre energie a sostegno di ciò che assicura crescita e convivenza civica. Teniamo alta la guardia della cittadinanza attiva per riconoscere il buon governo e le buone leggi grazie ai frutti di giustizia umana e solidale, il resto è solo esercizio di potere che se oggi discrimina chi mi viene presentato come nemico, domani potrebbe fare di me il nuovo soggetto da discriminare.

Facciamo appello alle cittadine e ai cittadini che non vogliono adeguarsi al clima di intolleranza e di individualismo che altera la percezione dei fatti reali confondendo persino i valori dell’umanesimo cristiano. Il nostro arcivescovo Corrado Lorefice ha parlato chiaro: “Che non ci accada di rimanere in silenzio dinnanzi ai “dis-umani” decreti – tanto meno di approvarli! –  che aggravano la sofferenza di quanti sono già vessati dalla povertà e dalla guerra”.

 

Associazione culturale femminile Le Rose Bianche  –  CIF Centro Italiano Femminile SICILIA – O.N.D.E.  Osservatorio Nuovi Diritti ed Economie –  AIMC Associazione italiana maestri cattolici   – Pastorale diocesana per la cultura – Pastorale diocesana educazione scuola e università –   Pastorale diocesana della famiglia